8 marzo – per ricordarsi le origini

In un’epoca di ritorno oscurantista e di frammentazdonna_russaione sociale, dove regna il caos e ogni valore o battaglia politica viene mercificata e mercantilizzata, vogliamo ricordare con questo manifesto da dove trae forza la ricorrenza della Giornata Internazionale della Donna, ovvero dal movimento comunista internazionale.

Non c’è emancipazione e uguaglianza di genere se non vi è uguaglianza tra le classi sociali, uguaglianza tra i popoli e le società, armonia tra uomo e ambiente, nonché rispetto tra le generazioni umane, che oggi appaiono nella retorica dei vecchi e dei giovani, l’una troppo opprimente e l’altra troppo nichilista.

Troppi messaggi parziali e fuorvianti sono stati inseriti dalla borghesia cosmopolita e transnazionale in questi anni, drogando e deturpando messaggi fondamentali e importanti, nonché semplici, come quello dell’eguaglianza.

Quindi questa giornata va vissuta come elemento fondamentale per tutta la società, senza odio o banalizzazioni o criminalizzazioni fittizie tra generi, per donne e uomini che combattono per la libertà responsabile dell’essere umano.

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Conoscere le “Madri costituenti”

Presentazione a cura di Mariacarla Baroni di ”21 DONNE ALL’ASSEMBLEA” di GRAZIA GOTTI   Bompiani, 2016

           Il referendum costituzionale del 4 dicembre 2016, che ha bocciato quello che a sinistra avevamo chiamato la deforma Napolitano Renzi Boschi, ha richiamato l’attenzione sulla nostra Carta Costituzionale: sono stati organizzati convegni, dibattiti e assemblee pubbliche. Gli stessi Comitati per il NO al referendum si erano posti l’obiettivo di trasformarsi in Comitati per l’attuazione della Costituzione, ma subito dopo la loro formazione si erano sciolti come neve al sole.

          Possiamo dolercene ma non stupircene: se l’obiettivo di far vincere il No e di respingere la deforma era ben definito e in grado di unire soggetti diversi, differenti forme della politica (partiti, sindacati, associazioni, gruppi di base), riuscire a far applicare una Costituzione avanzata come la nostra, contenente elementi di socialismo, avrebbe significato ribaltare vari assetti di potere. Missione impossibile nella situazione politica attuale del nostro Paese, soprattutto da parte di una aggregazione temporanea e variegata, formata da soggetti troppo  piccoli e deboli e con visioni diverse del fare politica.

          Il libro di Grazia Gotti sulle Madri costituenti che presentiamo questa sera è uscito nel novembre 2016, dopo anni di incubazione, studio e ricerca, talora laboriosa, sulle fonti, in quanto alcune di loro erano poco note, ma è un bel segnale che il libro sia uscito proprio mentre era in corso l’azione per difendere la nostra Costituzionee, come scrive l’autrice nella nota iniziale, nell’anno in cui si è celebrato il settantesimo anniversario del voto alle donne: voto conquistato – aggiungo io – dalle italiane solo nel 1946, dopo travagliate vicende iniziate nel 1909 e a seguito della loro partecipazione massiccia alla Resistenza.

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Presidio in solidarietà del PC Polacco – 3-12-2018

La federazione milanese del Partito Comunista Italiano e il regionale lombardo, assieme al Partito della Rifondazione Comunista, hanno organizzato un presidio davanti al consolato polacco a Milano per protestare contro la persecuzione giudiziaria che sta avvenendo in Polonia nei confronti del locale Partito Comunista. Vietare la libertà di associazione e di esposizione dei simboli del partito, è una condizione inaccettabile per un paese membro dell’Unione Europea, Unione che si fa vanto di decantati principi di libertà, che deve la sua liberazione dal nazismo e dal fascismo in gran parte all’Armata Rossa – e solo in minima parte all’impegno militare dell’alleanza atlantica, come invece vorrebbero farci credere in questi decenni i maggiori media mainstream.

La discussione sulla singola storia dei singoli paesi dell’ex blocco sovietico non può essere giustificativa di una condanna puramente ideologica nei confronti dell’idealità comunista, idealità in nome della quale decine di migliaia di partigiani, anche in Europa occidentale, hanno dato la propria vita, a differenza di molte élite liberali e borghesi, combattendo regimi fascisti anche dopo la fine della seconda guerra mondiale, si pensi a Spagna, Portogallo e Grecia.

Una delegazione del PCI e del PRC è stata ricevuta dal console della Repubblica di Polonia in mattinata.