Il PdCI e la comunicazione. Un proposta di riforma a 360°

Introduzione

La comunicazione è una cosa seria. Da tempo il modo di comunicare e di informare è cambiato radicalmente, non più carta ma bit. Non più lettere e telegrammi ma email e messaggi istantanei. Nel nostro partito però il tempo non sembra passare, e si continua a mantenere una forma di comunicazione classica, con un responsabile scelto dal partito che ha il duro compito di avere rapporti con la stampa, e di far risuonare nel paese il più possibile la voce del partito. La comunicazione classica prevede un grande utilizzo di documenti, comunicati stampa,dichiarazioni, presenze in tv, giornali, riviste cartacee, volantini,bollettini etc. ma un piccolo utilizzo delle vie virtuali, cioè internet.

E un partito che oggi non riforma la sua comunicazione, è un partito che è destinato a non essere più percepito, e soprattutto capito, dal popolo.

Riformare tutto unendo il classico al nuovo digitale deve essere una priorità di un partito comunista come il nostro. Bisogna trovare una sintesi tra il volantino e l’email. E abbiamo già dimostrato di essere capaci,quando abbiamo fondato la prima Web TV di partito in Italia, cioè PdCI TV.

Questo documento è una proposta di discussione, oltre che una idea di riforma.

Quanto conta l’età.

E’ una questione oggettiva. La mia generazione, quella degli anni 90′, è molto più predisposta ad assimilare i cambiamenti che il mondo sta subendo nel modo di comunicare.

Soprattutto è una generazione che fin dall’infanzia ha imparato ad usare il PC, fatto che per puri motivi anagrafici non hanno potuto fare i compagni più grandi. Per questo il primo cambiamento deve essere generazionale: la comunicazione del partito in mano a giovani di qualità.

C’è un però. Un giovane può essere bruciato facilmente se non aiutato e supportato.Affiancare i compagni anziani con i giovani vuol dire avere forte scudo contro le trappole di questa politica, basata molto sulla comunicazione.

L’Ufficio Stampa del Partito: non più un singolo ma una redazione.

La figura del responsabile è sempre stata il fulcro della comunicazione del partito. Figura ora che pare limitata e insufficiente.

Per ovviare a questo problema, la proposta è trasformare l’ufficio stampa del partito in una redazione multimediale, un raccoglitore di informazioni che sappia promulgare e diffondere in qualsiasi momento le notizie che pervengono al partito. Una redazione che sia in grado di gestire in tempo reale la comunicazione e i rapporti con l’intero mondo della stampa.

Sfruttando le enormi potenzialità della rete, questo gruppo di giovani compagni(guardare primo paragrafo) può non necessariamente stare in una singola sede reale per lavorare, ma si sfrutta la flessibilità dell’onnipresenza della rete per aggiornare siti, canali e blog in ogni parte del paese.

E il responsabile della comunicazione? Non sparirà. Una redazione deve sempre avere un direttore che ne coordini il lavoro e le azioni. Ma la parola del responsabile non sarà legge, le direttive saranno discusse e votate da tutto il gruppo attraverso il collaudato sistema del centralismo democratico.

Come già detto,non serve una sede fisica per fare le riunioni, prendendo spunto dalla proposta del compagno Oliviero Diliberto, l’uso di strumenti come Skype deve essere la base dalla comunicazione interna tra compagni. Questo non vieta, ovviamente, di ricorrere alle classiche e sempreverdi riunioni faccia a faccia.

Il Segretario e Internet: demolire il muro tra dirigenza e base, ora si può.

Il rapporto tra base e dirigenza in questi ultimi tempi si è rarefatto, e la mancanza di un rapporto solido può compromettere l’esistenza stessa del partito.

Un partito, il cui segretario risponde ad ogni domanda, richiesta, critica del militante tesserato, è un desiderio che cullano in tanti. Oggi con la rete possiamo riuscire a fare tutto questo.

Ci sono decine di siti internet che permettono le dirette streaming di eventi e quant’altro si voglia, tra questi Google Hangout, Ustream e Livestream. La vera novità sta nel fatto che non sono dirette passive (lo spettatore guarda la trasmissione), ma che le dirette sono interattive: lo spettatore può interagire con la diretta commentando tramite i social network. In questo modo i compagni e le compagne potranno letteralmente dialogare con la dirigenza e/o con il segretario, ricostruendo così quel rapporto che manca da tempo.

La grande potenzialità delle sezioni.

Fare un canale YouTube è semplice e veloce, fare video non è difficoltoso come un decennio fa. La comunicazione è alla portata di tutti. Il progetto che come partito dobbiamo portare avanti è semplice: creare tante piccole web tv per ogni territorio, sezione e federazione. Quali sono però i passaggi per creare una web tv?

  • Avere a disposizione una connessione internet e un PC.
  • Creare una redazione di compagni che coordini il lavoro.
  • Una telecamera o qualsiasi altro mezzo tecnologico che permetta la registrazione di video.
  • Un account YouTube affiancato da un blog o da un sito.
  • Riprendere, pubblicare, condividere ogni iniziativa, incontro, proposta, campagna, lotta.
  • Utilizzare Ustream o qualsiasi altro sito internet di diretta streaming e una webcam per mandare in diretta qualsiasi evento.

Una volta che questo processo di creazione di piccole web tv disseminate su tutto il territorio saranno attive si creerà automaticamente una rete che collegherà tutto il partito, consentendo così uno scambio di informazioni in tempo reale in tutto il paese. Più video vengono prodotti, più i suddetti diventano virali, cioè vengono messi in risalto e visti e condivisi dagli utenti. Senza dimenticare che un video molto visto e condiviso può facilmente essere messo in risalto dai media nazionali classici.

Virtuale e reale: mai dimenticare il radicamento sul territorio.

Dopo questa ubriacatura di bit e di rete veniamo ad un punto cruciale: il contatto diretto e reale con i cittadini. Se c’è una differenza che i Comunisti hanno sempre avuto con gli altri è senza dubbio la grande capacità di radicamento nel territorio.

La comunicazione rivoluzionata di questi anni non cancella minimamente questa grande qualità, anzi, la amplifica.

Se prima l’attività era circoscritta nei luoghi dove la si attuava, e si sperava nell’intervento dei media nazionali per risaltarla, ora può essere portata alla vista di cittadini che altrimenti non avrebbero mai avuto la possibilità di conoscere.

Il binomio Virtuale – Reale funzione se esistono tutti e due, altrimenti o non esisti (solo virtuale) o sei limitato (solo reale).

Facebook: i social network sono una cosa seria. Il partito è una cosa seria.

Quante volte leggiamo discussioni a colpi di tastiera su twitter, oppure quante volte vediamo pagine o gruppi che vengono creati, aggiornati per poco tempo e poi abbandonati? Tante! E troppe volte questi casi hanno riguardato il partito.

L’utilizzo dei social network non è un gioco, e quando si tratta di politica non lo è ancora di più. Le pagine fan sono un veicolo importante, perché permettono ad un numero praticamente illimitato di utenti di vedere, commentare, condividere i tuoi pensieri, i tuoi video, le tue iniziative amplificando il raggio d’azione della sezione o della federazione che ha aperto la pagina. Ma, come per ogni cosa, ci sono le controindicazioni:

  • Le pagine vanno aggiornate con continuità.
  • Una pagina lasciata ferma preclude ogni possibilità di diffusione virale.
  • I cittadini collegati si accorgono se una pagina viene abbandonata.
  • L’immagine del partito può essere distorta o compromessa se la pagina è gestita male o abbandonata.

Cautela quindi, mai cadere nella leggerezza. Incentivare l’utilizzo (disciplinato) di Facebook è fondamentale per attuare una seria riforma comunicativa del partito.

Non dimentichiamo però che non tutte le discussioni, interne od esterne al partito, sono da riportare in rete, si rischia di compromettere il partito. Le sezioni esistono per discutere, oltre che per agire.

Giornali e riviste: il cartaceo può funzionare, ma online ancora di più.

Nel vecchio PCI esistevano decine di riviste specializzate, che trattavano praticamente tutto lo scibile umano, dal cinema all’economia, dallo sport alla scienza. Naturalmente in quei tempi tutto era cartaceo, e rifare la stessa cosa ora è folle ma non impossibile, anche perché il PCI aveva moltissime risorse, e noi no.

Il partito può ricostruire quel patrimonio culturale aprendo quelle stesse riviste in rete, cancellando la grande spesa di stampa che hanno le riviste cartacee. Un sito internet unico, con dei siti collegati al principale che trattano ogni possibile argomento, e avere così una visione a 360°.

E’ un progetto grande e ambizioso, che potrà partire più avanti, quando il processo di riforma della comunicazione del partito sarà in fase avanzata. Intanto ne prendiamo nota.

Se questo progetto grandioso richiede tempo, altro può essere fatto, e direttamente dalle sezioni. Un ritorno all’antico possibile: il giornalino di zona.

Ci sono tanti esempi in tante zone del paese di compagni che hanno creato questi piccoli giornali distribuiti nei quartieri e nel territorio, ricavandone molto in termini di visibilità e oltretutto richiede poche risorse per essere attuato.

Forse questo è l’unico progetto di stampa cartacea che possiamo attuare in questo momento.

E chi non sa usare internet?

Semplicemente deve imparare. Non si può più sfuggire, i compagni e le compagne più grandi o meno capaci devono essere aiutati e sensibilizzati all’uso della rete. E’ dovere di ogni militante capace di utilizzare internet aiutare ogni compagno in difficoltà, insegnandone l’utilizzo basilare e anche avanzato se possibile. La rete non deve essere una élite, o una nicchia per pochi fortunati, ma universale e di facile accesso.

Risorse economiche: una riforma a costo quasi zero.

Siamo un partito in enormi difficoltà economiche, ed ogni risorsa va conservata con attenzione. La mia riforma propone molte cose innovative, moderne e utili al partito e ai suoi militanti. Sono cose che possono sembrare molto costose, e invece non lo sono.

  • Facebook, YouTube, Twitter, Skype sono gratuiti
  • I blog sono gratuiti
  • Il costo del dominio di un sito internet è irrisorio ed annuale (anche 40 euro/anno)
  • Le telecamere sono ovunque e si trovano oramai ad ogni prezzo e sono facili da usare
  • I programmi di montaggio sono molteplici e tanti sono gratuiti ed è facile imparare ad usarli
  • Gli abbonamenti per la connessione ADSL hanno prezzi accessibili per tutti.

Se c’è una cosa che i Comunisti sanno fare più degli altri, questa è l’autofinanziamento. Per coprire i costi fissi di questa riforma della comunicazione nella situazione in cui versiamo,l’autofinanziamento è l’unico metodo applicabile. Ma ciò non vietala ricerca di sponsor locali e nazionali che possono finanziare i costi inserendo la pubblicità sui siti delle sezioni, delle federazioni o così via.

Conclusioni

Lo ammetto, è davvero un’ardua impresa questa riforma. Ma non si tratta di obbiettivi a breve termine, alcuni lo sono, ma questa riforma è fatta per essere attuata gradualmente. Alcune sezioni e alcuni territori già attuano tanto di ciò che ho scritto, tra cui la sezione del sottoscritto, quindi so di cosa parlo. Già da domani possiamo riformare il dipartimento comunicazione, possiamo già scegliere i compagni giovani, di qualità che ne possono far parte.Già possiamo fare tanto. Richiede naturalmente tempo, passione,volontà, tutti fattori e qualità che abbiamo nel nostro partito e che ci hanno portato a resistere ancora oggi di fronte a tutte le difficoltà.

Ho a cuore questopartito, vivo in questo partito e non ho alcuna intenzione diarrendermi. Tutto dipende da noi e da come comunicheremo.

Nicolò Monti

Resp.Comunicazione Sez. PdCI “L.Petroselli” – Labaro, Roma

www.comunisti-labaro.it

Labaro TV:www.youtube.com/user/pdcilabaro

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