Il Comune Solidale

Riflessioni sulle possibili prospettive di un nuovo comunalismo, contributi alla discussione

Samuele Garini – Circolo PRC Lodi

La crisi del capitale, la voragine dentro la quale lavoriamo

Per riuscire ad affrontare meglio una discussione sull’utilità, la prospettiva, il supporto di un Comune Solidale (o meno) nei confronti delle classi lavoratrici, è necessario affrontare il quadro oggettivo dentro al quale  le classi lavoratrici e la Sinistra di classe  sono costrette a muoversi.

Mi limito ad una breve analisi, la quale, ovviamente, necessita di ulteriore studio ed  approfondimento.

ImmagineCome è stato osservato, e come è stato esposto alla festa R@P (Rete per l’Autorganizzazione Popolare) di Viareggio; la crisi in cui oggi versa il capitale è epocale, in lessico marxiano, sfodera le sue cause antagonistiche, in linguaggio storico, segna la fine di un’epoca. Il sistema capitalistico non ha, in sostanza, la possibilità oggettiva di ritornare ad accumulare profitti in grado di supportare la sua struttura produttiva e sociale. Tale struttura si è venuta a formarsi dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale ed iniziò a decadere alla fine del Novecento.

La dimensione epocale ha grande significato, poichè implica non soltanto un cambio di economia, non soltanto un generale attacco alla classe dei salariati, ma letteralmente degli interi rapporti di produzione, sociali ed anche esistenziali che saranno costretti a trasformarsi o a sparire, in quanto tali rapporti saranno insostenibili a coniugarsi con la profittabilità del gruppo capitalista dominante.

La trasformazione stessa del mercato, che da nazionale (e quindi soggetto ai governi ed ai singoli Stati), si fa continentale e non soggetto più a Stati, né a strutture democraticamente elette, ma ad un rapporto mercatocratico fra i grandi gruppi finanziari ed istituzioni di governance; implica necessariamente, per quanto ci riguarda come Sinistra di classe, una riflessione acuta, su come organizzarci ed affrontare questa situazione estremamente difficile in cui i lavoratori sono e saranno costretti a trovarsi.

La borghesia, costretta nella morsa dalla sua stessa crisi ad una sempre più assidua competizione interna, muove, nella sua organicità, attacchi pesanti alle classi subalterne, produce e produrrà sempre di più nuove mancanze ai lavoratori, mancanze che prima erano coperte dallo Stato sociale ed assistenziale, costruito grazie alle lotte sindacali e politico-parlamentari, che contribuirono a creare e a mantenere la collaborazione sociale fra classi.

Lo Stato ridurrà sempre di più le sue funzioni, non riuscirà più a sostenere il ‘peso’ della società, tutta la sua ricchezza (e anche quella risparmiata dai lavoratori) dovrà andare nelle casse dei grandi gruppi finanziari per poter sostenere la competizione intercontinentale che si dovrà affrontare nel futuro della crisi globale.

In questa crisi cade la vecchia Costituzione italiana costruita sulla Resistenza; cadono le lotte sindacali, a causa dell’impossibilità di ottenere vantaggi dalla contrattazione ormai resa fittizia dall’instabilità del sistema economico; cadono le battaglie politico-parlamentari della Sinistra; cade la sovranità nazionale; insomma cade un intero mondo a cui eravamo abituati a lottare e a pensare.

Continua qui

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