LANDI L’ALBANESE: STORIA DI FASCI ULTRA’, COCA, XENOFOBIA E DI UNO STRISCIONE AD ASSAGO CON SCRITTO “INFAME”

Il racconto di Paolo Berizzi

Questa è una storia di #droga, di ultrà neofascisti e di armi (esibite). E di uno striscione. Ve la racconto perchè penso che certe storie, se rese pubbliche, se condivise con chi considera la lotta per la legalità e la denuncia di certi fenomeni (che spesso si intrecciano) come un dovere civile, sono emblematiche e valgono più di mille considerazioni. E il racconto vale più di mille denunce.

Domenica 20 ottobre, Forum di #Assago, Milano. Gara di basket tra EA7 Milano e Cimberio Varese, serie A1. Gli ultrà varesini del gruppo “Arditi 2012″ – dichiaratamente di estrema destra e collegati con i “Blood and Honour” che seguono il Varese calcio – mi dedicano un lungo striscione (lo vedete nella foto). Ecco il testo: «Il lavoro del giornalista è scrivere verità, non assurde falsità. PAOLO BERIZZI INFAME». Lo striscione, esposto in curva, è accompagnato da una serie di cori e insulti contro l’ «infame». La colpa del sottoscritto? Avere pubblicato il giorno prima un pezzo on line sul sito di Repubblica, il mio giornale. Nell’articolo intitolato “Varese, un capo ultrà dall’Albania per la curva xenofoba e neonazista”, racconto la storia di Gjoni Landi, 39 anni, albanese di Tale, capo degli “Arditi” e tra i leader dei “Blood and Honour”. Due gruppi xenofobi e neofascisti.

Continua qui

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s