Sconfitte e Scienza

di Maurizio Mozzoni

Per spiegare la seconda legge della termodinamica meglio conosciuta come legge dell’entropia, il mio professore del liceo faceva sempre questo esempio: “Se fai bollire un acquario ottieni una zuppa di pesce, difficile se non impossibile che da una zuppa di pesce tu possa ottenere un acquario”.

Quello che sta avvenendo nel panorama politico degli ultimi tempi sembra voler andare in contrasto con questa perfetta legge di natura.

Ieri sera abbiamo assistito all’ennesimo teatro dell’assurdo dalle parti di Palazzo Grazioli con i senatori ora detti “governisti” che in un sussulto di coraggio hanno sbattuto la porta in faccia alla proposta di ricostituzione di Forza Italia e se ne sono andati a formare un gruppuscolo parlamentare (34 al senato e 23 o 24 alla camera ma c’è da credere che nelle prossime ore aumenteranno in quella fantastica geometria parallela che è il sistema politico italiano).

In una sorta di magma indistinto, governato dal signor Enrico Letta con il beneplacito di tutti gli schieramenti e con quelli che stanno fuori che spingono come degli ossessi per lanciarsi nel calderone, in mezzo a questo nulla indistinto dove a governare è solo e soltanto la BCE, fa tenerezza vedere dei personaggi che fino a ieri erano universalmente considerati il peggio della spazzatura politica italiana, fare dei distinguo ed essere trattati come fossero dei padri della Patria.

Da molti mesi non riesco più a scrivere una sola riga di politica, di società, di economia. Non ci riesco perché credo che analizzare questo sistema sia già di per se dare risalto a una sconfitta ideale, filosofica, politica.

Mi sono stufato di scrivere di ogni aspetto della politica di questo paese perché questo paese non merita nemmeno una contestualizzazione storica degli eventi.

Il lettore mediamente intelligente dovrebbe semplicemente smettere di ascoltare queste sterili giravolte, questi giochetti da pagliacci da circo.

Se le prime pagine dei giornali sono occupate da burattini come Cicchitto, Alfano, Formigoni che fanno la guerra a burattini come Daniela Santanché, Renato Brunetta, Raffaele Fitto, e la gente non si è ancora stufata, allora non ha nemmeno senso provare a fare dei commenti.

Personalmente ritengo che sia arrivato il momento di smetterla di guardare a questo scempio dell’intelligenza che vogliamo definire politica.

Questa non è politica: questa è prostituzione della peggior specie.

Come comunista (non come uomo di sinistra ma come Comunista), ritengo che sia arrivato il momento di dire che non sono più interessato a questi maneggi di sottobanco.

Che non mi interessa nulla di ciò che non è importante per il popolo, e nulla di quello che sta accadendo in Italia da molti mesi a questa parte è interessante per il popolo.

Dobbiamo, per necessità e per coraggio ideologico, tornare a studiare e a spiegare alle persone che cosa sia la vera politica, che è sogno di cambiamento vero, che è un sistema di valori e di ideali che portano al meglio i singoli e con essi tutta l’umanità.

La cialtroneria di questo momento storico deve essere combattuta con la consapevolezza e la consapevolezza deve costruirsi su basi scientifiche e non ideologiche.

Nessuna ideologia che non fa i conti con una rigorosa applicazione scientifica è destinata a continuare a lungo (il movimento 5 stelle ne sarà la prova scioccante, destinato com’è a implodere in una bolla di rabbia e disillusione).

In Italia ci siamo lanciati troppo spesso in battaglie prive di alcun senso, siamo diventati le pedine di lotte di potere, siamo stati giocati inconsapevolmente da interessi borghesi contrapposti.

Non è un caso che qualche tempo fa, parlando del caso Repubblica, scrivevamo che in Italia si era in presenza di una guerra tra il gruppo Fininvest e il gruppo DeBenedetti, giocata sul campo improprio della politica e con le tifoserie ben schierate e contrapposte.

Il fatto è che ancora non si vuol capire quello che è accaduto, anche solo per il fatto che nessuno lo ha raccontato e lo vuole raccontare.

Non ci dotiamo di una lente con cui vedere il mondo che ci circonda perché quella lente ci farebbe capire di essere costantemente presi in giro e scoprirlo ci porterebbe alla rivoluzione, ma ad una rivoluzione vera, violenta, con risvolti che non riusciamo a prevedere, e questo certamente ci terrorizza, ci spaventa.

Tuttavia questo è necessario, è imprescindibile per non cadere nel nulla, per non farci sopraffare dal corso delle cose; sempre che non sia già troppo tardi.

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