L’Ucraina, la TAV e i popoli d’Europa

Di fronte a due potentati, uno già esistente (la NATO) e uno nato da poco (il Patto di Shangai, intesa militare di Russia Cina Kazakhstan Bielorussia e altre repubbliche asiatiche) il ruolo dell’Europa, se avessimo veramente a cuore i popoli che vi abitano, sarebbe quello di svincolarsi dalla NATO e imporsi come blocco neutrale mediano.
A quel punto le tensioni in Ucraina tra i sostenitori dell’entrata nell’UE e i filorussi diminuirebbero, e la ferrovia la Lisbona Kiev, con la TAV connessa, non sarebbe così fondamentale.

Cosa c’entra la ferrovia Lisbona-Kiev, si dirà.

C’entra eccome. Basta dare uno sguardo a questa mappa:

germania-cinaEssa rappresenta i collegamenti ferroviari, da poco attivati, tra la Germania e la Cina. Questi collegamenti ferroviari guardacaso passano sopra l’Ucraina, evitandola, ma transitano, oltre che nel territorio polacco, in quello della Bielorussia di Lukashenko, fondamentale alleata della Russia nella frontiera dell’est Europa. Il corridoio Lisbona-Kiev (della quale la Torino-Lione, e quindi la TAV, sono la tratta che riguarda l’Italia e che, passando per la valle Padana garantirebbe la più facile costruzione della ferrovia anziché transitare per le Alpi francesi, svizzere e austriache) sarebbe una valida alternativa nei traffici che Gran Bretagna, Francia e Italia intratterrebbero coll’est Europa, garantendosi un corridoio alternativo persino rispetto alla Germania, che pur essendo parte dell’UE e della NATO sta, per proprio conto, costruendo una rete di relazioni bilaterali molto estesa e sviluppata con Russia e Cina. Inoltre nel caso di trasporto logistico militare, il corridoio ferroviario fino a Kiev sarebbe un cuneo più profondo e più vicino, anche militarmente, alla sovranità di Mosca.

Però dentro l’UE la realtà è più complessa. Questa Unione Europea ha una vocazione fortemente atlantica, ma paradossalmente l’unica potenza che sta interpretando una leggera neutralità con la Russia è la Germania, mentre Francia, Inghilterra, Italia, sono schiacciate su Washington, e così tutti i loro partiti di governo.
Ecco perché la lotta contro la TAV può essere anche lotta per un’Europa diversa, di pace.
Ecco perché riteniamo che l’attuale governo ucraino, che in quanto a equilibrio è molto più affidabile dell’estrema destra liberista della Tymoshenko, sia per il momento la soluzione meno peggiore.
Ecco perché il PD, accettando queste direttrici politiche, in quanto partito maggiormente atlantista, non può meritare la fiducia di chi ha a cuore la Pace, che è il maggiore degli interessi reali del popolo italiano. A meno che il popolo italiano non voglia fondare il suo benessere sulla distruzione di tutto ciò che si trova a oriente.
La Rai e La7 (ricordiamoci la Telecom che si è pappata la compagnia telefonica serba col centrosinistra al governo) sono già dedite nell’operazione linciaggio mediatico dei “despoti” russi, cinesi e loro alleati.

In tutto ciò Berlusconi è un pericolo? Lo è stato, è stato l'”uomo nero” che ci ha costretto ad accettare, al posto suo, questo schifo, le balle dello spread, i bocconiani al governo.
C’è un solo modo per sbarazzarsi dell’uomo nero e di chi ci costringe al meno peggio: non averne più paura. Votare, organizzarsi per il bene comune, senza farsi vincolare nella guerra tra lobbies.

Luca Rodilosso – ilcomunista.it

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