Gaza e Donbass – due lotte per la dignità di esistere

gaza e donbassdi Redazione

Questo editoriale che intendiamo porre all’attenzione dei nostri lettori, affiancato a queste immagini, è deliberatamente intenzionale. Si, noi denunciamo il fango di un’informazione morta nel suo spirito di servizio, di condivisione e di partecipazione dei cittadini. I partiti di potere, della destra liberista e della finta sinistra democratica, nascondono, omettono il pieno significato delle stragi contemporanee, perché queste stragi sono la parte oscura del nostro benessere, del nostro potere e della nostra politica occidentale. Solo Gaza, per i decenni di massacri e per la forza numerica dei paesi arabi, gode di maggiore visibilità. Il Donbass, Lugansk, la strage di Odessa, perché avvenute in Ucraina e con una Russia che inizia a rialzare la testa da dopo gli anni ’90 ma che inizia solo da pochi anni a riaffermarsi come attore internazionale,  sono aree del mondo dove avvengono bombardamenti egualmente tragici, forse con delle milizie ribelli meglio organizzate di quelle di Hamas nella striscia, ma dove la sofferenza delle popolazioni locali è pari a quella dei palestinesi oggi.

Succede che odi etnici costringono popoli ad essere oppressi da altri popoli, che paradossalmente hanno radici estremamente simili e comuni: gli Israeliani, che basano la loro identità rispetto alla storia ebraica, opprimono i palestinesi, semiti come loro, e che hanno vissuto assieme ad ebrei in Palestina per secoli. Gli ucraini, soffiando su un nazionalismo storico che trova i suoi primi fondamenti nella storia del Granducato Polacco-Lituano in chiave antirussa, odiano profondamente sia gli ucraini “bastardi”, ovvero i frutti del meticciato sovietico delle famiglie miste, sia i russofoni del Donbass, della regione di Lugansk e di Odessa,  frutto di migrazioni mai digerite pienamente dai tempi dell’impero zarista. Eppure, la Storia della Rus’, dei popoli slavi fratelli, dell’affascinante rapporto con l’Impero Bizantino nasce proprio a Kiev, sviluppandosi poi a Novgorod e quindi a Mosca.

In tutte e due le faglie storiche di conflitto, a soffiare sul fuoco, a creare divisione anziché incontro, è proprio l’occidente e la sua decadenza, il debito pubblico americano in ricerca spasmodica di continue guerre, l’incertezza complice e codarda di un Europa che anziché essere vero fattore di pace, è spesso agente provocante di continue guerre e instabilità, perché la natura del capitalismo europeo non è cambiata: anziché farsi la guerra tra loro, gli stati europei hanno concentrato le loro forze – sempre più deboli – in un “unione egoistica di necessità” e certo non di virtù. E’ per questo infatti, che le reali forze di cambiamento, che guardano al socialismo, a una trasformazione democratica della società, non possono che essere contro questa Unione Europea corrotta e corruttrice dei propri popoli, e massacratrice dei popoli intorno a sé. Partiti complici e a capo del potere europeo come PSE e PPE sono parte di questa grande corruttela, che snatura e cambia totalmente il senso delle parole “democrazia”, “popolare” e “socialista”, infangandole con gli elementi selvaggi e di sopruso dell’economia capitalistica.

Il potere europeo utilizza a suo uso e consumo i valori umanitari, anche in maniera più raffinata e subdola di come fa il potere statunitense: i nazisti e nazifascisti, o i terroristi islamici, se utili alla causa del mantenimento di certe oligarchie, sono ben accetti e anzi, sostenuti e foraggiati di armi, logistica e denaro per portare guerre e distruzione, come ad esempio in Libia, Siria e oggi ancora in Iraq.

Se i nazisti o forze fasciste emergono in casa europea invece, esse possono essere utili come spauracchio per incutere timore e paura nelle popolazioni europee, e costringere i cittadini del vecchio continente a votare le forze del potere capitalistico, di destra o di “sinistra”, per evitare “derive autoritarie”.

E’ per questo che abbiamo voluto mettere questa immagine forte, che lascia un segno. Dietro i passamontagna di un guerrigliero di Hamas, o di un ribelle delle forze popolari di Donetsk e Lugansk, ci sono persone, uomini (e donne) che hanno deciso che combattere è la loro ultima speranza di esistenza e dignità, per sé e per i loro figli e figlie, per non far si che vengano ammazzati loro e i propri cari.

Se i benpensanti, quelli di “Hamas è estremista e va isolato”, e quelli di “è causa di Putin che finanzia i ribelli del Donbass”, si rendessero conto del giacimento di gas a largo di Gaza, o dello scisto sotto le terre dell’Ucraina sudorientale, forse capirebbero che, se discriminati, oppressi, sfollati a casa loro, non ci penserebbero due volte a organizzarsi e a resistere, per loro e per le loro famiglie.

Advertisements

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out / Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out / Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out / Change )

Google+ photo

You are commenting using your Google+ account. Log Out / Change )

Connecting to %s