Non contestiamo Greta e Vanessa come persone. Contestiamo da comunisti le loro idee (sbagliate) sulla Siria

Non abbiamo certezza sulle modalità della trattativa per il rilascio delle due ragazze in Siria.
Non è nemmeno una questione personale con le due ragazze.

Ma ci sta semplicemente sullo stomaco che una massa di pecoroni di sinistra continui a esaltare una cooperazione non professionale, che per la natura POLITICA del viaggio si prefiggeva di cooperare “umanitariamente” con i guerriglieri di “liberazione” per abbattere un governo legittimo di un paese, sul quale dovremmo approfondire la discussione STORICA, accusato da dubbie fonti di genocidio, fonti peraltro smentite dalla stessa commissione ONU presieduta dalla dott.ssa Carla Dal Ponte.

E’ quella natura politica che, da comunisti e da persone di sinistra, non digeriamo e non tolleriamo.
Pensiamo anzi che, salvo il contesto autoritario che in tutto il medio oriente trova fertile applicazione, QUEL governo, a gestione partitica egemonica del Baath (Rinascita) guidato da Bashar Al Assad, abbia garantito per decenni la CONVIVENZA di cristiani ortodossi, copti, islamici sciiti, alawiti (dei quali Assad è parte), ebrei arabi di Siria e islamici sunniti.

E con chi erano schierate le ragazze cooperanti? A chi avevano dato appoggio?
Mettiamo che Al Nusra – che pure è ben infiltrata nella “resistenza”, o altri elementi jihadisti non erano in contatto con il gruppo di siriani che ospitava le due cooperanti.
La “resistenza” del “libero esercito siriano”, con riferimento politico nell’osservatorio siriano per i diritti umani con sede a Londra (guardacaso), è composta da tutti quegli elementi sunniti che lamentano, essendo la maggioranza della popolazione, la mancanza di potere nel paese. Richieste che sarebbero potute essere accettabili (e bisognerebbe andarsi a rileggere la proposta di modifica costituzionale proposta da Assad stesso nei mesi della “rivolta” piuttosto che i piani russo-cinesi di mediazione tra le parti) se non che la piattaforma sostanziale che riuniva i gruppi sunniti nell’FSA prevedeva poche menzioni sul pluralismo religioso del paese e sulla natura laica della Siria.

Cosa dicevano, gli anni precedenti, tutti questi benpensanti di sinistra? Hanno mai espresso solidarietà ai cristiani di Siria che si sono visti chiese e conventi bruciati? Hanno mai preso in considerazione che già pochi mesi dopo la rivolta, elementi laici hanno lasciato immediatamente i gruppi di opposizione per le infiltrazioni dell’estremismo di matrice sunnita?

“Compagni e compagne” dirittoumanisti, amici della democrazia e contro le dittature, ma seriamente, ci siete o ci fate?

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