25 Marzo – Liberiamoci da Euro e UE

25 marzo no ue lenin

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Lavoro: “Eppure il vento soffia ancora”

La Consulta ha bocciato uno dei tre referendum proposti dalla CGIL inerenti tre temi fondamentali in materia di diritto del lavoro: il referendum per il ripristino dell’art.18 della Legge 300/70 (Statuto dei lavoratori) nelle aziende dai 5 dipendenti in su (migliorativo rispetto alla vecchia soglia dei 15) dopo un acceso dibattito nella stessa Corte non è stato ammesso per “troppi elementi propositivi in contrasto con le disposizioni costituzionali sul referendum di carattere abrogativo”, mentre gli altri due referendum, uno sulla dibattuta materia dei voucher e l’altro, ritenuto meno importante ma invece e forse il più importante di tutti, quello del vincolo e della responsabilità solidale negli appalti e nei subappalti di lavoro.

Due referendum che suonano come una sfida a un Governo che, democratico solo a parole, ha fatto esattamente l’incontrario nell’attuazione dei principi costituzionali del “diritto al lavoro e a una vita dignitosa”. Una sinistra che non è tale, è sintomo solo di decadenza e usurpazione opportunistica.

Vi proponiamo una rassegna di recenti articoli e interviste sul tema.

  • ecip08f2-sc_1923351f-knfi-u43270869690219vtd-1224x916corriere-web-sezioni-593x443Landini: «Il quesito sugli appalti conta anche più dei voucher. Avanti contro l’articolo 18»  Cominciamo dall’articolo 18. Circola un sospetto: che la Cgil abbia forzato di proposito il quesito per farselo bocciare ed evitare così il rischio di una sconfitta.
    «È una grandissima sciocchezza — risponde il leader della Fiom-Cgil, Maurizio Landini —. Lo dimostra anche il fatto che nella consulta c’è stata una discussione vivace e che la decisione di non ammettere il referendum è stata presa solo a maggioranza. Comunque per noi la questione resta una battaglia di civiltà». continua qui

 

  • Abrogare i voucher è una questione di democrazia e civiltà                                            Marta Fana, ricercatrice
    Il verdetto della corte costituzionale sui referendum sociali promossi dalla Cgil ha giudicato ammissibili i quesiti riguardanti l’abrogazione dell’istituto dei voucher e l’introduzione della clausola di responsabilità negli appalti per le imprese. Ha invece bocciato il quesito sul ripristino dell’articolo 18. Tra i due quesiti ammessi, quello che ha più fatto discutere è sicuramente il primo: i voucher. L’accanimento contro l’ipotesi di abolizione dei voucher è stato clamoroso. Tuttavia, a un profluvio di interviste a sostegno dei buoni lavoro, agli scoop sull’utilizzo da parte della Cgil, fa da contraltare un mondo del lavoro sempre più povero e precario, delegittimato della sua funzione sociale e da questo bisogna ripartire quando si discute di voucher.           continua qui

 

  • arton74459-ad266Art. 18: il Parlamento deve ripristinare l’articolo dello Statuto dei Lavoratori

Non passa il quesito referendario sull’articolo 18. Secondo la Corte il quesito non è ammissibile.

Nella valutazione della Consulta, niente hanno contato le sue sentenze precedenti, come quella numero 41 del 2003.

 La Corte ha ritenuto ammissibile nel 2003 un quesito che estendeva la tutela dell’articolo 18 ai lavoratori di tutte le imprese. E allora perché non ammettere un quesito che estende tale tutela ai soli lavoratori di imprese industriali con meno di 15 dipendenti? continua qui

 

Un nuovo spettro si aggira per l’Europa: il patriottismo di sinistra (finalmente)

A seguito di numerosi dibattiti emersi nella “sociosfera” tra diversi utenti, proponiamo senza apporre ulteriori commenti una breve rassegna di notizie, più o meno recenti, e comunicati ufficiali, che riguardano l’emergere in Europa, come risposta ai populismi di destra, di prese di posizione che rilevano la necessità di un marcato populismo patriottico di sinistra, in grado di assorbire e rendere propositiva la spinta delle classi lavoratrici del continente europeo.

  • noueNota di presentazione su PCI e Unione Europea: “Domenica 8 gennaio scorso il Comitato Centrale del PCI ha approvato l’allegata relazione “Il Partito Comunista Italiano e la questione europea”, frutto della discussione avvenuta in un apposito ristretto gruppo di lavoro e già approvata dalla Segreteria nazionale. Con tale atto il nostro Partito ha inteso assumere un chiaro orientamento su un tema da sempre delicato ma che oggi ha acquisito il carattere dell’emergenza, condizionando l’intero spettro dell’attività politica (si pensi anche solo alle tematiche del lavoro)e imponendosi come tema dirimente sulla scena politica nazionale.” continua qui
  • BRITAIN-POLITICS-NHS-LABOURIl Labour ha cambiato idea su Brexit?: “Diversi quotidiani britannici hanno pubblicato oggi alcune anticipazioni del discorso che Jeremy Corbyn, segretario del partito Laburista, farà nel pomeriggio a Peterborough. Secondo quanto scrivono, Corbyn userà il suo primo discorso del 2017 per chiarire la posizione del partito su Brexit, ovvero la decisione del Regno Unito di lasciare l’Unione Europea, e per dire che il Regno Unito potrà essere un paese migliore al di fuori dell’UE e che trarrà benefici dal poter controllare meglio la sua economia e le regole sull’immigrazione.” continua qui
  • brexit-referendum-ballotI comunisti portoghesi commentano la vittoria dei sostenitori della Brexit: “Dichiarazione di João Ferreira, parlamentare europeo del Partito Comunista Portoghese – da http://www.pcp.pt – Traduzione di Marx21.itLa vittoria dell’uscita dall’Unione Europea nel referendum svoltosi nel Regno Unito rappresenta un evento di enorme grandezza politica per il popolo del Regno Unito come pure per i popoli d’Europa. Rappresenta un cambiamento di fondo nel processo di integrazione capitalista in Europa e una nuova occasione di lotta per coloro che da decenni si battono contro l’Unione Europea del grande capitale e delle grandi potenze, e per un’Europa dei lavoratori e dei popoli.” continua qui
  • disintegrazionemonetaria-e1425050287339Con Syriza e Podemos, la sinistra europea riscopre la patria: “Sinistra e patriottismo non sono sempre andati d’accordo, specie in Europa. Qualcosa sta cambiando, con tonalità diverse. Syriza è il frutto di una travagliata e progressiva ricomposizione della complessa storia delle sinistra greca. Alla base di tale ristrutturazione vi è un’accoppiata singolare: sovranità nazionale e interesse popolare. Podemos in Spagna ha un’origine del tutto diversa ma condivide con il partito greco la stessa intuizione: ridare sovranità al popolo. Per entrambi un nuovo modo di essere patriottici.” continua qui

Sensazioni per il 2017

da www.ridottiallosso.it

10 gennaio 2017

E’ da un pò che non aggiorno questo blog.

Sono passate sotto ai ponti tante, troppe cose, in questo terribile e intricato mondo.  Ma voglio ricominciare a scrivere ricordando che quest’anno ricorre il centenario della gloriosa Rivoluzione bolscevica in quel di Ottobre (calendario giuliano ai tempi dello Zar), secondo il nostro calendario il 7 novembre 1917. Una rivoluzione tra le più significative di quella materia spesso dimenticata o bistrattata che è la Storia.

Ma la Storia la si può dimenticare, la si può ignorare, ma ti presenta sempre il conto. Ti presenta il conto se ti azzardi, in un’Italia in sofferenza e con una grande disoccupazione giovanile, a promuovere ottimismo e demagogia legando le sorti di un referendum costituzionale alle sorti della politica stessa. E quindi la vittoria del NO come voto di protesta è tutta dentro questo grande equivoco,  Ti presenta il conto se ti aggrappi alla grande illusione “democratica” dove una famiglia quasi dinastica, quella dei Clinton, pensa che basti un pò di politicamente corretto, un pò di progressismo dell’ultimo minuto, per salvarti la faccia e non far vincere l’ondata populista di una destra nuova, negli Stati Uniti rappresentata da Trump, per poi cercare il colpevole nell’eterno Putin e nei russi cattivoni, che vanno bene per tutte le stagioni (quando si è in crisi di potenza ritirare fuori la guerra fredda è una grande comodità, vero Obama Nobel di pace?).

La Storia ti presenta il conto quando parli di opportunità per tutti e poi pensi di cambiare le cose facendo le scarpe a quelli del tuo partito (Renzi, ti ricordi di Enrico Letta stai sereno?) e di inondare di voucher il mercato del lavoro; ti presenta il conto quando seguendo l’arroganza di professoroni, quelli si, che dagli ambienti accademici milanesi pontificano di flessibilità sicura e l’unica cosa che hanno saputo fare in anni di studio è mettere una generazione contro un’altra, senza considerare che il problema non era LA generazione dei vecchi, ma CHI nella generazione dei vecchi ha tenuto e ottenuto tutti i posti di potere, di rendita – per poi girarli ai propri figli – quindi si può dire banalmente che è un problema DI CLASSE SOCIALE.

La Storia presenta non un conto, ma una figuraccia colossale, quando per anni e anni sostieni, nel nome di un errato antifascismo e una multiculturalità a prescindere, i peggiori estremismi islamici, che in Italia sarebbero stati volentieri combattuti e condannati, ma che siccome “fanno tendenza le primavere arabe” senza capire un accidente di come è complesso il medio oriente e di quali forze anche a livello mondiale tendono a scontrarsi, va bene così, facciamo gli alternativi e magari continuiamo pure a entusiasmarci per quella setta reazionaria e conservatrice che sono i monaci tibetani e il Dalai Lama, condannando a prescindere i cinesi che dopotutto in Tibet hanno solo dato pari dignità alle donne e abolito la servitù della gleba.

Questo terribile e intricato mondo ha bisogno di una forza politica seria, fatta da un gruppo dirigente che non sia improvvisato come quello dei 5 stelle (scrivo peraltro il giorno dopo della figuraccia del cambio di casacca fallito ai gruppi parlamentari europei a Bruxelles), che non sia suscettibile in maniera sistematica di corruzione o di opportunismo dettato dalla completa assenza di ideali, come la maggioranza del Partito Democratico.

Per questo, con la chiarezza dello studio e dell’analisi, con la volontà che ci contraddistingue, che è quella di non smettere e di non arrendersi, con l’umanità che sta nel costruire progetti collettivi, non settari o personalistici, e aperti a ogni persona nella chiarezza di una linea politica, che il nuovamente nato Partito Comunista Italiano è la risposta più completa, più costruttiva, a una situazione oggi apparentemente senza futuro.

Buon 2017, e buon centenario della Rivoluzione d’Ottobre!

Luca Rodilosso

 

Sulla nomina di Gentiloni, calma e sangue freddo

paolo_gentiloniLa designazione dell’incarico per la formazione del nuovo governo da parte del Presidente della Repubblica Mattarella a Paolo Gentiloni  non stupisce più di tanto, l’assetto di potere renziano è ancora in piedi e il PD è una struttura che ha assorbito il potere nel paese, annientato altri partiti a sinistra, ha negato il rapporto coi movimenti sociali lasciando quindi ampio spazio ai populismi di destra.
Un governo di transizione con Grasso presidente del consiglio sarebbe stato meglio, ma dato che l’azione politica non si fa con i “se” in ogni caso occorre organizzarsi al meglio per il futuro, tenendo presente che Gentiloni, iper atlantista, antisociale quanto vogliamo, è una scelta legittima in questo assetto costituzionale per il quale abbiamo votato, e specificamente per il quale la tutte le forze politiche di sinistra e non liberiste hanno votato “NO”.
Il PCI e i comunisti devono esserci con la massima vocazione alternativa al PD, per offrire al prossimo voto una sponda alla società progressista e ai lavoratori, e con estrema responsabilità data la fase che stiamo vivendo.

Ad abbaiare in questo caos già ci pensano gli altri, cerchiamo di distinguerci perché ne andrà della nostra reputazione, che deve accompagnarsi sempre alla giusta coerenza.

Luca Rodilosso – redazione ilcomunista.it

Suggerimenti post referendum

pciLa fase politica attuale è delicatissima.
L’irresponsabile delirio di onnipotenza che ha portato una forza come il Partito Democratico a schiantarsi nell’esito del referendum costituzionale non trova un contrappeso in nessun tipo di autocritica, solo colpe all’elettorato, alla sinistra, ai comunisti, indegnamente affiancati a Grillo, Salvini e Berlusconi.
Bisognerebbe andarsi a rileggere il discorso di Veltroni al Lingotto di Torino, anno 2008, per trovare le radici della tragica situazione nella quale siamo.
Ma ci limiteremo a ricordare quante volte il PD ha fatto governi, per RESPONSABILITA’, assieme a Berlusconi e alla peggiore destra corrotta: Monti, Letta, e in parte lo stesso governo Renzi.
Oggi si paga il dazio di questi errori, del potere per il potere. La società italiana è distrutta nella sua coesione. Noi comunisti abbiamo commesso molti errori in passato, ma oggi siamo sufficientemente coscienti e pronti per provare, dopo essere stati emarginati per 10 anni, a portare delle proposte per il bene del paese e della democrazia, a partire dalla proposta della legge elettorale proporzionale pura.
Occorre fare un lavoro psicologico profondo nel campo della vecchia sinistra, perché in questi anni ci hanno pesantemente drogato con parole vuote come “velocità”, “governo”, “modernità”, “nuovo”.
La sana politica è pazienza, è confronto, e pluralismo degli attori sociali, del popolo che deve essere coinvolto in tutte le sue componenti sociali. Diventa una questione più profonda, un coinvolgimento “dal basso” per permettere una vera partecipazione che non diventi a sua volta élite.

Non è il tempo della demagogia, non è il tempo delle soluzioni facili, ne il tempo di cedere a numerose paure.
E’ il tempo della politica vera.

Luca Rodilosso – Redazione ilcomunista.it

Milioni di Omran, e il nostro nome non c’è.

aleppo bambini-2Il mio nome non c’è, non c’è Omran il bambino trasportato sull’ambulanza, non è Aylan l’altro bambino morto su una spiaggia: se il mio nome ha da essere, o è quello di tutti o di nessuno, perché i bambini morti nelle guerre in silenzio sono milioni. E il silenzio è il principale insulto che continua a caratterizzare noi occidente e opinione pubblica. Ma è un silenzio assordante, perché urliamo si, ma a caso, o contro gli obiettivi sbagliati, quelli che vogliono farci credere.

Per dovere di verità, quindi, su questa ennesima scossa all’opinione pubblica, su questo ennesimo bambino sfruttato due volte, occorre porre alcuni chiarimenti.

L’Aleppo Media Center, quello che ha lanciato il video del povero bimbo sull’ambulanza alle agenzie stampa internazionali, è stato il servizio logistico mediatico di Al Nusra fino all’altro ieri. Estremisti islamici, alleati dell’ISIS, sostenuti fino ancora ad oggi dai servizi segreti turchi, sauditi, qatarioti, americani, francesi, con la complicità di tutta l’Unione Europea.

Ora questi gruppi di ribelli usano tutto, pietismo compreso, per implorare una no fly zone mascherata da tregua. E bene ha fatto Mosca a dichiarare una sospensione di qualche giorno dai bombardamenti, dolorosi ma che si inseriscono in un quadro dove il legittimo governo Siriano, votato e rivotato dalla maggioranza dei siriani di tutte le fedi, rinsaldato da un referendum costituzionale anch’esso con un’affluenza appena sotto il 60% (non scontata in un periodo di guerra) è l’unica forza che può mantenere una certa stabilità nel paese martoriato. Non è una guerra civile di due parti eguali, perché da una parte vi è una forma di governo, laica, che rispetta tutte le fedi, dai sunniti agli alawiti ai cristiani, sostenuta da tutte queste confessioni e dai sunniti più laici e moderati. Dall’altra vi sono ideologie estremiste fuoriuscite dal sunnismo storico, afferenti a dottrine wahabite o salafite, sponsorizzate da potenze straniere, e che non prevedono la convivenza con le altre fedi professate dal popolo siriano.

Quindi, di fronte all’ennesima proposta effettiva di tregua a fini esclusivamente umanitari, perché questi ribelli ma in realtà vigliacchi, estremisti di ogni paese, oramai abbandonati da ogni siriano di buon senso, non lasciano andare via i civili dai quartieri di Aleppo in mano loro? L’ennesima sospensione, o tregua umanitaria, è stata proposta. Potrebbero farlo come altre decine di volte nelle quali hanno avuto possibilità.

Ma poi si porranno altri problemi, e sono questi i problemi che portano ai silenzi e agli accordi mancati: gli aiuti umanitari chi li gestirà? Come potranno questi ribelli rifornirsi ancora di armi sottobanco dai Sauditi e dai Turchi? Come potranno tornare a farsi perdonare da mamma CIA dopo queste loro marachelle?

La differenza con altre situazioni di guerra, per esempio con la Striscia di Gaza, è questa: i civili nella striscia di Gaza sotto le bombe di Israele sono vittime di una potenza occupante, e non troverebbero cittadinanza alcuna in territorio israeliano se dovessero fuggire. Ad Aleppo è il governo del paese che sta riprendendo il controllo del proprio territorio storicamente dato, e che ha offerto la possibilità, purtroppo ostacolata dai ribelli, ai civili di fuggire nelle porzioni di territorio sotto il suo controllo.

I tempi più sono drammatici più portano all’apatia o all’isteria. E’ difficile tenere la barra ferma e concentrata su un’analisi effettiva di ciò che è la soluzione meno drammatica, ma il nostro tipo di informazione esiste anche per questo.

Mi tocca quindi concludere, assumendomene il fardello di ciò che rimane scritto, con una frase dura ma necessaria per svelare il meccanismo alla base del nostro complesso mediatico ipocrita e doppiogiochista: è o non è il tenere in ostaggio altri civili, magari altri bimbi, un’operazione che potrebbe tornare utile per esibire un prossimo tragico video? Un video che serva, come in ogni guerra, a incolpare la parte avversa per una guerra civile fomentata molto anche dall’esterno.

Luca Rodilosso – ilcomunista.it