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Elezioni Iraq – Maggio 2018 – Vince nuova Coalizione Sciiti-Comunisti

ELEZIONI IRAQ – MAGGIO 2018
NUOVA COALIZIONE SCIITI-COMUNISTI PRIMA FORZA DEL PAESE

iraq1L’asse musulmani Sciiti-Comunisti è una novità politica recente in Iraq, che con la coalizione “Sairoun” (In cammino insieme), che riunisce le milizie sciite di Al Sadr e il Partito Comunista Iracheno, ottiene la maggioranza relativa dei seggi in queste elezioni di maggio 2018.
Risvolto interessante se si pensa che qualche settimana fa in Libano Hezbollah (il partito di Dio) che mantiene buoni rapporti con le sinistre libanesi ha vinto le elezioni.
Si sta ristabilendo per il medio oriente un nuovo modello politico binomico “sciiti-laici progressisti e comunisti” che, a fronte della resistenza del regime siriano di Bashar al Assad ai terroristi, sta dando – con diverse varianti a seconda dei paesi di riferimento – segnali di estrema vitalità.

Con buona pace dell’Unione europea, dei Fratelli Musulmani, di Israele, Arabia e Stati Uniti.

 

fonte: Nena News

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Legittimi dubbi

La Costituzione dice che giustamente l’Italia ripudia la guerra come strumento di risoluzione delle controversie Internazionali. Poi abbiamo visto come hanno rispettato questo articolo con la Serbia, l’Afghanistan e l’Iraq. Paragoni con i russi in Siria sono inutili: lì è lo stesso governo sovrano di Assad che ha chiesto l’intervento dopo che per 4 anni abbiamo fornito armi ai ribelli islamisti. Ad ogni buon conto, essendo antimperialista ma non per forza pacifista (mi sento pacifico quello si) l’isis deve essere distrutto. Ma chi vuol veramente farlo? Siamo sicuri che dopo 14 anni di prese per il culo e di complicità sottobanco degli americani col terrorismo internazionale il nostro intervento sotto la Nato in medio oriente sia veramente per distruggere l’isis?

 Luca Rodilosso – redazione ilcomunista.it

E’ morto un uomo scomodo

E’ morto un uomo scomodo.
Un cristiano vice presidente in un paese arabo a maggioranza musulmana. un pezzo di Storia di quello che fu il partito Baath iracheno. L’occidente si lamenta che in quei paesi non c’è pluralismo.

Si lamenta, ma sa bene che sono gli stessi mostri del fondamentalismo islamico che ha sostenuto per i propri obiettivi, dai Taliban a Bin Laden, da Al qaeda all’ISIS, che hanno distrutto la Storia nazionale araba dell’Iraq e che cercano di farlo da anni con la Siria.

Agli ignoranti che si dichiarano fascio-leghisti blaterando di cristianità, pensino a quello che ha fatto ai cristiani d’Iraq il cristianissimo Bush.
Ai democratici liberal che parlano di integrazione, pensino al dramma che hanno vissuto e vivono i cristiani di Siria oggi grazie alle alleanze saudite di Barack Obama.

Il mondo è intricato e terribile. Solo le persone che sanno dovrebbero parlare, gli ignoranti dovrebbero solo tacere.
Tareq Aziz sapeva molto. Non era un santo, ma era un politico di razza. Un ricordo emblematico gli è quindi dovuto, in questo mondo di ignoranza.

Luca Rodilosso – ilcomunista.it

L'ex viceprimo ministro iracheno nel regime di Saddam Hussein, Tareq Aziz, in una immagine d'archivio.     ANSA/ARCHIVIO/ALI HAIDER
L’ex viceprimo ministro iracheno nel regime di Saddam Hussein, Tareq Aziz, in una immagine d’archivio. ANSA/ARCHIVIO/ALI HAIDER