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Lavoro: “Eppure il vento soffia ancora”

La Consulta ha bocciato uno dei tre referendum proposti dalla CGIL inerenti tre temi fondamentali in materia di diritto del lavoro: il referendum per il ripristino dell’art.18 della Legge 300/70 (Statuto dei lavoratori) nelle aziende dai 5 dipendenti in su (migliorativo rispetto alla vecchia soglia dei 15) dopo un acceso dibattito nella stessa Corte non è stato ammesso per “troppi elementi propositivi in contrasto con le disposizioni costituzionali sul referendum di carattere abrogativo”, mentre gli altri due referendum, uno sulla dibattuta materia dei voucher e l’altro, ritenuto meno importante ma invece e forse il più importante di tutti, quello del vincolo e della responsabilità solidale negli appalti e nei subappalti di lavoro.

Due referendum che suonano come una sfida a un Governo che, democratico solo a parole, ha fatto esattamente l’incontrario nell’attuazione dei principi costituzionali del “diritto al lavoro e a una vita dignitosa”. Una sinistra che non è tale, è sintomo solo di decadenza e usurpazione opportunistica.

Vi proponiamo una rassegna di recenti articoli e interviste sul tema.

  • ecip08f2-sc_1923351f-knfi-u43270869690219vtd-1224x916corriere-web-sezioni-593x443Landini: «Il quesito sugli appalti conta anche più dei voucher. Avanti contro l’articolo 18»  Cominciamo dall’articolo 18. Circola un sospetto: che la Cgil abbia forzato di proposito il quesito per farselo bocciare ed evitare così il rischio di una sconfitta.
    «È una grandissima sciocchezza — risponde il leader della Fiom-Cgil, Maurizio Landini —. Lo dimostra anche il fatto che nella consulta c’è stata una discussione vivace e che la decisione di non ammettere il referendum è stata presa solo a maggioranza. Comunque per noi la questione resta una battaglia di civiltà». continua qui

 

  • Abrogare i voucher è una questione di democrazia e civiltà                                            Marta Fana, ricercatrice
    Il verdetto della corte costituzionale sui referendum sociali promossi dalla Cgil ha giudicato ammissibili i quesiti riguardanti l’abrogazione dell’istituto dei voucher e l’introduzione della clausola di responsabilità negli appalti per le imprese. Ha invece bocciato il quesito sul ripristino dell’articolo 18. Tra i due quesiti ammessi, quello che ha più fatto discutere è sicuramente il primo: i voucher. L’accanimento contro l’ipotesi di abolizione dei voucher è stato clamoroso. Tuttavia, a un profluvio di interviste a sostegno dei buoni lavoro, agli scoop sull’utilizzo da parte della Cgil, fa da contraltare un mondo del lavoro sempre più povero e precario, delegittimato della sua funzione sociale e da questo bisogna ripartire quando si discute di voucher.           continua qui

 

  • arton74459-ad266Art. 18: il Parlamento deve ripristinare l’articolo dello Statuto dei Lavoratori

Non passa il quesito referendario sull’articolo 18. Secondo la Corte il quesito non è ammissibile.

Nella valutazione della Consulta, niente hanno contato le sue sentenze precedenti, come quella numero 41 del 2003.

 La Corte ha ritenuto ammissibile nel 2003 un quesito che estendeva la tutela dell’articolo 18 ai lavoratori di tutte le imprese. E allora perché non ammettere un quesito che estende tale tutela ai soli lavoratori di imprese industriali con meno di 15 dipendenti? continua qui

 

Ecco come funzionano gli annunci-truffa di lavoro

da http://colombablu.blogspot.it

In una società in cui anche solo cercare lavoro ormai è diventato un vero e proprio lavoro, per il quale investire tempo e denaro per raggiungere i luoghi dei colloqui, sono sempre più utili e preziose le informazioni pubblicate su pagine facebook e  blog in cui ragazzi e ragazze segnalano annunci “bufala” e condividono le proprie spiacevoli esperienze. Lo spirito è condividere informazioni per evitare ad altri di cadere nelle trappole di annunci ingannevoli, i quali offrono un lavoro che in realtà è tutt’altro,  e di perder tempo con aziende che si approfittano della reale necessità di lavoro dei giovani.
Dalle esperienze condivise in rete, su blog e social, si evince che si tratta di agenzie diffuse in tutta Italia,  con nomi diversi, che reclutano venditori porta a porta sui maggiori siti di offerte di lavoro (infojobs, trovolavoro, monster)  attirando i potenziali candidati con annunci ingannevoli che riportano la dicitura “addetto marketing e comunicazione”, “segreteria e amministrazione”, ma anche “magazziniere”, definizioni ben lontane dalla natura reale del lavoro che andranno a proporti, o meglio a nasconderti fino all’ultimo, con riferimenti vaghi e poca chiarezza.
Proprio qualche settimana fa, ho assistito ad una chiamata ricevuta da un’amica per un’offerta di lavoro: avendo considerato positivamente il suo curriculum, le proponevano un colloquio da “A…..”. Stanno ancora “reclutando”. Un pomeriggio buttato via, mesi fa, andata e ritorno da Corsico, benzina non gratis. Complimenti falsi ed entusiasmo sprecato. Prima di me altri ragazzi e ragazze. Hanno lasciato la propria esperienza in rete nel 2010, 2011, 2012, oggi e probabilmente anche domani. Nei forum “qualcuno” riporta invece la propria esperienza positiva, in un italiano un po’ così.
 
L’ambiente è spoglio, come se ci si fossero stabiliti temporaneamente, non molto pulito, qua e là fotografie di ragazzi e ragazze sorridenti ed entusiasti, in sala d’attesa la musica ad alto volume per dare un tono giovanile al tutto e una segretaria che da un momento all’altro potrebbe salire sulla scrivania e mettersi a ballare.  La sala d’aspetto curiosamente troppo affollata di ragazzi e ragazze giovani con esperienze e percorsi  di studio diversi tra loro, tutti candidati ad uno stesso annuncio.
I reclutatori sono ragazzotti che parlano solo inglese e masticano a stento qualche parola di italiano, probabilmente fingendo: lo scopo è confondere chi non sa benissimo l’inglese e dare spiegazioni che siano chiare il meno possibile a chi l’inglese lo sa. Durante il colloquio dispensano gentilezza e sorrisi a palate.
I giovani reclutatori intontiscono i  candidati con discorsi vaghi, puntando sull’ingenuità e sull’inesperienza dei malcapitati,  senza mai spiegare esplicitamente quali sono le mansioni che andranno a svolgere, né il tipo di contratto, tanto meno la retribuzione. “Manager”, continuano a ripetere….wow!
La velocità con la quale la sera stessa del colloquio ti richiamano per farti i complimenti per essere stato selezionato per il secondo colloquio, che si svolge il giorno successivo, desta sicuramente qualche sospetto. Inviano un’e-mail oltre l’orario di ufficio, quando i candidati “selezionati” (cioè tutti i presenti nella disco-saletta) non si mettono ad aprire la posta, dato che non si aspettano nessuna comunicazione avendo già parlato al telefono con non-so-chi qualche ora prima. Casomai si mettono sul divano o a letto. Vi riassumo l’e-mail in due parole: marketing diretto. Furbetti.
Da quanto riportato su  blog e pagine facebook  da persone che si presentano anche il giorno successivo, il secondo colloquio sembra nascondere un’intera giornata di affiancamento  per stipulare contratti Enel porta a porta e prevede spostamenti in giornata (con  spese a carico del candidato) in altre città o addirittura altre regioni. Non è prevista una retribuzione se non in base ai contratti che si riescono a realizzare.
Addetto Marketing e Comunicazione.  Non proprio.
Leggo l’e-mail solo la mattina seguente. Chiamo la dance-segretaria per disdire il secondo colloquio. Correttezza ai massimi livelli, nonostante la presa per i fondelli ricevuta. Mi dice OK e riattacca. Sono costretta a richiamarla. Non ha chiesto neanche il mio nome. [Caterina Sacchi]