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Sensazioni per il 2017

da www.ridottiallosso.it

10 gennaio 2017

E’ da un pò che non aggiorno questo blog.

Sono passate sotto ai ponti tante, troppe cose, in questo terribile e intricato mondo.  Ma voglio ricominciare a scrivere ricordando che quest’anno ricorre il centenario della gloriosa Rivoluzione bolscevica in quel di Ottobre (calendario giuliano ai tempi dello Zar), secondo il nostro calendario il 7 novembre 1917. Una rivoluzione tra le più significative di quella materia spesso dimenticata o bistrattata che è la Storia.

Ma la Storia la si può dimenticare, la si può ignorare, ma ti presenta sempre il conto. Ti presenta il conto se ti azzardi, in un’Italia in sofferenza e con una grande disoccupazione giovanile, a promuovere ottimismo e demagogia legando le sorti di un referendum costituzionale alle sorti della politica stessa. E quindi la vittoria del NO come voto di protesta è tutta dentro questo grande equivoco,  Ti presenta il conto se ti aggrappi alla grande illusione “democratica” dove una famiglia quasi dinastica, quella dei Clinton, pensa che basti un pò di politicamente corretto, un pò di progressismo dell’ultimo minuto, per salvarti la faccia e non far vincere l’ondata populista di una destra nuova, negli Stati Uniti rappresentata da Trump, per poi cercare il colpevole nell’eterno Putin e nei russi cattivoni, che vanno bene per tutte le stagioni (quando si è in crisi di potenza ritirare fuori la guerra fredda è una grande comodità, vero Obama Nobel di pace?).

La Storia ti presenta il conto quando parli di opportunità per tutti e poi pensi di cambiare le cose facendo le scarpe a quelli del tuo partito (Renzi, ti ricordi di Enrico Letta stai sereno?) e di inondare di voucher il mercato del lavoro; ti presenta il conto quando seguendo l’arroganza di professoroni, quelli si, che dagli ambienti accademici milanesi pontificano di flessibilità sicura e l’unica cosa che hanno saputo fare in anni di studio è mettere una generazione contro un’altra, senza considerare che il problema non era LA generazione dei vecchi, ma CHI nella generazione dei vecchi ha tenuto e ottenuto tutti i posti di potere, di rendita – per poi girarli ai propri figli – quindi si può dire banalmente che è un problema DI CLASSE SOCIALE.

La Storia presenta non un conto, ma una figuraccia colossale, quando per anni e anni sostieni, nel nome di un errato antifascismo e una multiculturalità a prescindere, i peggiori estremismi islamici, che in Italia sarebbero stati volentieri combattuti e condannati, ma che siccome “fanno tendenza le primavere arabe” senza capire un accidente di come è complesso il medio oriente e di quali forze anche a livello mondiale tendono a scontrarsi, va bene così, facciamo gli alternativi e magari continuiamo pure a entusiasmarci per quella setta reazionaria e conservatrice che sono i monaci tibetani e il Dalai Lama, condannando a prescindere i cinesi che dopotutto in Tibet hanno solo dato pari dignità alle donne e abolito la servitù della gleba.

Questo terribile e intricato mondo ha bisogno di una forza politica seria, fatta da un gruppo dirigente che non sia improvvisato come quello dei 5 stelle (scrivo peraltro il giorno dopo della figuraccia del cambio di casacca fallito ai gruppi parlamentari europei a Bruxelles), che non sia suscettibile in maniera sistematica di corruzione o di opportunismo dettato dalla completa assenza di ideali, come la maggioranza del Partito Democratico.

Per questo, con la chiarezza dello studio e dell’analisi, con la volontà che ci contraddistingue, che è quella di non smettere e di non arrendersi, con l’umanità che sta nel costruire progetti collettivi, non settari o personalistici, e aperti a ogni persona nella chiarezza di una linea politica, che il nuovamente nato Partito Comunista Italiano è la risposta più completa, più costruttiva, a una situazione oggi apparentemente senza futuro.

Buon 2017, e buon centenario della Rivoluzione d’Ottobre!

Luca Rodilosso

 

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Comunisti e civismo – costruzione democratica di un futuro comune

Vorrei condividere una riflessione per la sinistra alternativa in Italia. Anzitutto molte voci si stanno levando contro ipotesi personalistiche sulla costruzione delle liste delle elezioni. Questa è una posizione corretta, molti militanti si esprimono su questo. Ma manca un’idea che sia in grado di trasmettere antichi ideali in un nuovo contesto sociale. In Italia paradossalmente, dopo una storia grande e preziosa come quella del PCI, stiamo assistendo alla grande illusione storica di un gruppo dirigente che usa parole e immaginario di sinistra per veicolare politiche di destra. Il PD è il fulcro di questa contraddizione, anche nelle sue propaggini ironiche delle pagine Facebook, e nonostante la vittoria di Renzi, il costume trasformista continua. Apparati senza più ideali, o semplicemente socialdemocratizzati, negano la ricostruzione al di fuori di essi di forze che si richiamino a quello che loro erano stati, cioè al comunismo.

La risposta per chi vuole un nuovo fronte a sinistra non sta più nelle forme di ieri. Non perché vanno rinnegate, come è stato il tentativo della sinistra vendoliana, ma perché vanno rivitalizzate con una nuova forma comunicativa che superi l’impasse e il grande equivoco PCI-PD che il senso comune delle persone, in Italia, ormai ha acquisito. Serve una spinta come quella grillina, solo con una base teorica che sia neomarxista. In Italia solo così si può uscire dalle secche.
Che ruolo possono avere i partitini comunisti rimasti in campo, e in particolar modo che ruolo può avere il Pdci che tra essi sembra sia quello più omogeneo e con una linea di sintesi maggiore tra realtà e idealità?

Anzitutto nessuna paura dell’ignoto. Nessun tipo di spirito ottuso e autoconservativo, che lo porterebbe ad assomigliare più a una setta che a un partito.
Sicuramente è necessario un movimento di massa, con una simbologia forte, antica e al contempo rinnovata, che trovi nelle sue fondamenta un Partito che lo sorregga, e questo non può che essere un partito comunista. Però vanno superate delle contingenze, con l’intelligenza di capire la fase, e pare che ancora molti non riescano a comprendere che è tempo di lanciare un’operazione comunicativa nuova, che si svincoli dal nostalgismo, essendo in grado al contempo di non scivolare nell’opportunismo.

Rivoluzione Civile aveva in sé troppe contraddizioni, ma c’è chi non è stato nemmeno in grado di vederne in nuce alcune potenzialità: da un lato la presenza di Di Pietro, l’eccessiva personalizzazione della lista comunque necessaria dati i tempi ristretti di presentazione, la dialettica malsana tra partiti non rinnovati e società civile anch’essa un pò incancrenita, un pò sempre la stessa.
Ma dall’altro una potenziale convivenza che, se incardinata in maniera corretta, poteva fare la differenza per tutti.
Le espressioni dei movimenti civici, di reale consistenza e non di qualche penna allegra e sempreverde, devono imparare ad accettare il ruolo e l’esperienza dei comunisti. I comunisti devono imparare a non fagocitare le dinamiche civiche, perché la coscienza di classe imposta abbiamo visto – e degli errori la Storia non fa sconti – che fine ha fatto fare a tutta una serie di esperienze di governo nel campo socialista.

soleUna strada reale, prima di tutte le discussioni contingenti su liste, listini e listoni, candidati… è un ricambio completo del gruppo dirigente CENTRALE dei partiti comunisti, se possibile unificati (se possibile), e una ripresa serrata con le forze REALI che si rifanno al civismo. Abolire il concetto generico di “società civile” poiché essa è omnicomprensiva per iscritti o non iscritti ai partiti, e ragionare sulla costruzione di un movimento comune, con dinamiche democratiche (pesi e contrappesi di gestione e ricorso referendario su alcune tematiche condivise); un movimento che abbia la forza comunicativa necessaria per porsi socialmente ed elettoralmente alla testa dei processi di cambiamento da rilanciare nel paese.

Luca Rodilosso

Sconfitte e Scienza

di Maurizio Mozzoni

Per spiegare la seconda legge della termodinamica meglio conosciuta come legge dell’entropia, il mio professore del liceo faceva sempre questo esempio: “Se fai bollire un acquario ottieni una zuppa di pesce, difficile se non impossibile che da una zuppa di pesce tu possa ottenere un acquario”.

Quello che sta avvenendo nel panorama politico degli ultimi tempi sembra voler andare in contrasto con questa perfetta legge di natura.

Ieri sera abbiamo assistito all’ennesimo teatro dell’assurdo dalle parti di Palazzo Grazioli con i senatori ora detti “governisti” che in un sussulto di coraggio hanno sbattuto la porta in faccia alla proposta di ricostituzione di Forza Italia e se ne sono andati a formare un gruppuscolo parlamentare (34 al senato e 23 o 24 alla camera ma c’è da credere che nelle prossime ore aumenteranno in quella fantastica geometria parallela che è il sistema politico italiano).

In una sorta di magma indistinto, governato dal signor Enrico Letta con il beneplacito di tutti gli schieramenti e con quelli che stanno fuori che spingono come degli ossessi per lanciarsi nel calderone, in mezzo a questo nulla indistinto dove a governare è solo e soltanto la BCE, fa tenerezza vedere dei personaggi che fino a ieri erano universalmente considerati il peggio della spazzatura politica italiana, fare dei distinguo ed essere trattati come fossero dei padri della Patria.

Da molti mesi non riesco più a scrivere una sola riga di politica, di società, di economia. Non ci riesco perché credo che analizzare questo sistema sia già di per se dare risalto a una sconfitta ideale, filosofica, politica.

Mi sono stufato di scrivere di ogni aspetto della politica di questo paese perché questo paese non merita nemmeno una contestualizzazione storica degli eventi.

Il lettore mediamente intelligente dovrebbe semplicemente smettere di ascoltare queste sterili giravolte, questi giochetti da pagliacci da circo.

Se le prime pagine dei giornali sono occupate da burattini come Cicchitto, Alfano, Formigoni che fanno la guerra a burattini come Daniela Santanché, Renato Brunetta, Raffaele Fitto, e la gente non si è ancora stufata, allora non ha nemmeno senso provare a fare dei commenti.

Personalmente ritengo che sia arrivato il momento di smetterla di guardare a questo scempio dell’intelligenza che vogliamo definire politica.

Questa non è politica: questa è prostituzione della peggior specie.

Come comunista (non come uomo di sinistra ma come Comunista), ritengo che sia arrivato il momento di dire che non sono più interessato a questi maneggi di sottobanco.

Che non mi interessa nulla di ciò che non è importante per il popolo, e nulla di quello che sta accadendo in Italia da molti mesi a questa parte è interessante per il popolo.

Dobbiamo, per necessità e per coraggio ideologico, tornare a studiare e a spiegare alle persone che cosa sia la vera politica, che è sogno di cambiamento vero, che è un sistema di valori e di ideali che portano al meglio i singoli e con essi tutta l’umanità.

La cialtroneria di questo momento storico deve essere combattuta con la consapevolezza e la consapevolezza deve costruirsi su basi scientifiche e non ideologiche.

Nessuna ideologia che non fa i conti con una rigorosa applicazione scientifica è destinata a continuare a lungo (il movimento 5 stelle ne sarà la prova scioccante, destinato com’è a implodere in una bolla di rabbia e disillusione).

In Italia ci siamo lanciati troppo spesso in battaglie prive di alcun senso, siamo diventati le pedine di lotte di potere, siamo stati giocati inconsapevolmente da interessi borghesi contrapposti.

Non è un caso che qualche tempo fa, parlando del caso Repubblica, scrivevamo che in Italia si era in presenza di una guerra tra il gruppo Fininvest e il gruppo DeBenedetti, giocata sul campo improprio della politica e con le tifoserie ben schierate e contrapposte.

Il fatto è che ancora non si vuol capire quello che è accaduto, anche solo per il fatto che nessuno lo ha raccontato e lo vuole raccontare.

Non ci dotiamo di una lente con cui vedere il mondo che ci circonda perché quella lente ci farebbe capire di essere costantemente presi in giro e scoprirlo ci porterebbe alla rivoluzione, ma ad una rivoluzione vera, violenta, con risvolti che non riusciamo a prevedere, e questo certamente ci terrorizza, ci spaventa.

Tuttavia questo è necessario, è imprescindibile per non cadere nel nulla, per non farci sopraffare dal corso delle cose; sempre che non sia già troppo tardi.

Контрреволюция – Controrivoluzione

Condividiamo una canzone sarcastica, del gruppo russo DDT, sui giorni angusti e agitati tra perestrojka e putsch eltsiniano.
Per non dimenticarci che è proprio nel “senso di umanità” che va ricostruita la nostra essenza di comunisti.
Che spesso i maggiori demolitori dei tentativi del comunismo sono nati e cresciuti dentro le strutture stesse, nelle chiusure e rigidità di un’idea totalizzata e santificata. Così totalizzata da portare alla fine ad un suo ripudio, come è stato per molti dirigenti del PCUS, Eltsin e Gorbacev compresi.
Siamo per l’emancipazione dell’umanità, solo così sapremo guardare avanti e vivere l’oggi.